March 3, 2026

CAM 2026 e Pavimentazioni: La Guida Completa ai Nuovi Obblighi per Appalti Pubblici

CAM 2026 e Pavimentazioni: La Guida Completa ai Nuovi Obblighi per Appalti Pubblici Dal 2 febbraio 2026 le regole del gioco sono cambiate. Ecco cosa devono sapere progettisti ed enti pubblici

Il 2 febbraio2026 segna una data di svolta per chiunque lavori su appalti pubblici in Italia. Con l'entrata in vigore del DM 24 novembre 2025, i nuovi **Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l'edilizia** sostituiscono definitivamente il precedente decreto del 2022, alzando l'asticella su materiali, documentazione e responsabilità.

Per il settore delle pavimentazioni — uno degli ambiti più direttamente impattati — questo aggiornamento non è una formalità burocratica. È un cambiamento strutturale che ridisegna capitolati, procedure di gara e scelte di prodotto.



Cosa sono i CAM e perché sono obbligatori

I Criteri Ambientali Minimi sono requisiti tecnico-ambientali definiti dal Ministero dell'Ambiente (MASE) per le forniture e i lavori nelle opere pubbliche. Non sono linee guida: ai sensi dell'art. 57 del Codice dei Contratti (D.Lgs. 36/2023), le stazioni appaltanti **hanno l'obbligo** di inserire le specifiche tecniche e le clausole contrattuali CAM nell'intera documentazione di gara.

Chi non rispetta i CAM non può partecipare all'appalto. Chi li supera, attraverso i **criteri premianti**, ottiene punteggio tecnico aggiuntivo.


Le principali novità dei CAM 2026 per le pavimentazioni

1. Contenuto riciclato certificato, non dichiarato

Il nuovo decreto introduce un cambiamento cruciale: **le autodichiarazioni dei produttori non sono più sufficienti**. La verifica del contenuto di materiale riciclato, recuperato o da sottoprodotti deve ora essere attestata da un organismo di certificazione terzo accreditato, tramite standard riconosciuti come:

- **UNI/PdR 88** — Prassi di riferimento per la verifica del contenuto riciclato nei materiali da costruzione
- **ReMade in Italy®** — Certificazione del contenuto di materia seconda
- **EPD (Environmental Product Declaration)** — Dichiarazione ambientale diprodotto conforme a UNI EN 15804

Per i pavimenti resilienti e le pavimentazioni interne, i requisiti specifici di contenuto riciclato sono ora tra i criteri obbligatori del capitolato.

2. LCA obbligatoria, non più facoltativa

L'analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment) smette di essere uno strumento facoltativo citato a margine. I CAM 2026 la richiedono come**attività esplicita già nella fase di progettazione**, con indicatori verificabili e una tolleranza massima del 10% in fase esecutiva. Per i contratti sopra soglia, il rapporto LCA deve essere accompagnato da un attestato di verifica di un organismo accreditato.

Per i progettisti, questo significa che la scelta del pavimento non può più prescindere dai dati di impatto ambientale del prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita.

3. Fine vita: il 70% deve essere recuperabile

Un requisito spesso sottovalutato riguarda la **decostruzione a fine vita**:almeno il 70% in peso dei componenti edilizi utilizzati deve essere riutilizzabile o sottoposto a demolizione selettiva per recupero di materia. Questo criterio favorisce materiali con tracciabilità del processo produttivo e filiere circolari documentate.

4. Emissioni indoor più restrittive

Per pavimentazioni, pitture e adesivi si applicano limiti più severi alle emissioni di composti organici volatili (COV) in ambienti interni: formaldeide sotto i 60 µg/m³, benzene sotto 1 µg/m³. I capitolati devono ora specificare questi valori come requisito di gara.

5. BIM obbligatorio e Relazione CAM come documento guida

La progettazione in BIM passa da criterio premiante a **clausola contrattuale obbligatoria**. In parallelo, la Relazione CAM — il documento che dimostra il rispetto di ogni criterio ambientale — diventa il filo conduttore dell'intero processo progettuale, non un allegato da compilare a posteriori.


Come si dimostra la conformità: il percorso documentale

Per le stazioni appaltanti e i progettisti, la conformità CAM si costruisce su tre livelli:

1. **Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP)** — La stazione appaltanterichiama espressamente i CAM già nelle fasi endoprocedimentali, indicando alprogettista i requisiti ambientali obbligatori e premianti.

2. **Relazione CAM di progetto** — Il progettista redige questo documento apartire dal primo livello progettuale (PFTE), associando a ogni scelta tecnicail mezzo documentale di prova.

3. **Certificazioni di prodotto** — Ogni materiale deve essere accompagnato da documentazione verificabile da terzi: EPD, ReMade®, UNI/PdR 88, o Dichiarazione di Prestazione (DoP) per i prodotti marcati CE.


Vytreum: progettato per superare i CAM, non solo rispettarli

In questo contesto normativo, Vytreum di RECO2 si posiziona con un vantaggio netto: con il **95% di materiale riciclato** certificato nel processo produttivo, una filiera interamente documentata e dati LCA a supporto, Vytreum non si limita a soddisfare i requisiti minimi — li supera strutturalmente.

Il processo brevettato RECO2 trasforma materiali di scarto in pavimentazione premium italiana, con riduzione documentata delle emissioni di CO2 rispetto alle produzioni tradizionali. Una scelta che vale come criterio obbligatorio e come criterio premiante nello stesso tempo.

Per chi progetta edifici pubblici o gestisce gare d'appalto, inserire Vytreum nel capitolato significa costruire un'offerta tecnica solida, documentata e difficilmente contestabile.



Scarica la guida pratica

Abbiamo preparato una **guida operativa in PDF** con la checklist dei requisiti CAM 2026 specifici per pavimentazioni, le certificazioni accettate e i riferimenti normativi. Pensata per essere usata direttamente in fase di progettazione o valutazione delle offerte.

*→ [Scarica la Guida CAM 2026 per Pavimentazioni]*

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*Fonti: DM 24 novembre 2025 (GU n. 281 del 3/12/2025) — MASE; ANCE, Approfondimento CAM Edilizia 2025; Edilportale, Ingenio-web.*